BOLLETTINO DELLA CRISI
La concertazione fa danni, dice Monti. Per il Nobel Phelps nega anche la democrazia. “Gli esercizi di concertazione del passato hanno generato i mali contro cui lottiamo oggi, e per i quali i giovani non trovano lavoro proprio perché lo stato interveniva con il bilancio pubblico”, ha detto il presidente del Consiglio, Mario Monti, all’assemblea annuale dell’Abi. Il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, ha risposto: “Non accettiamo lezioni di democrazia da chi è stato cooptato".

Paul Krugman se ne va dal programma sbattendo la porta (sul debito). Ieri il premio Nobel per l’Economia è stato invitato negli studi della Cnbc per il programma “Squawk Box”. La discussione si è arenata su una domanda dei conduttori: qual è un livello di deficit e debito pubblico accettabile? Krugman ha rifiutato di farsi inchiodare a una cifra precisa e, uscito dallo studio, ha subito scritto un post piuttosto acido sul suo blog sul sito del New York Times, criticando anche gli ospiti dello show (tra cui c’era il suo collega del Nyt Andrew Ross Sorkin): “Avrei dovuto parlare del mio libro, ma non ci siamo riusciti. Invece è stato un succedersi di ‘idee zombie’, una dopo l’altra, del tipo: ‘L’Europa sta crollando a causa dello stato troppo invasivo’, ‘la Sanità è organizzata malissimo in Francia’, e così via”. Conclusione di Krugman: “Le persone che si informano attraverso programmi simili riceveranno consigli terribili per i loro investimenti”.
La concertazione fa danni, dice Monti. Per il Nobel Phelps nega anche la democrazia. “Gli esercizi di concertazione del passato hanno generato i mali contro cui lottiamo oggi, e per i quali i giovani non trovano lavoro proprio perché lo stato interveniva con il bilancio pubblico”, ha detto il presidente del Consiglio, Mario Monti, all’assemblea annuale dell’Abi. Il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, ha risposto: “Non accettiamo lezioni di democrazia da chi è stato cooptato. Credo che non sappia di cosa sta parlando”. Ma in un celebre studio sull’Italia pubblicato nel 2002, Edmund Phelps, premio Nobel per l’Economia, riconobbe come invece fosse la concertazione ad avere un carattere anti democratico: senza la “abolition of the ‘concertazione’”, sosteneva Phelps, sindacati e industriali porranno il loro veto su ogni riforma che toccherà i loro interessi, “privando i cittadini del diritto di votare per il sistema economico che ritengono migliore per loro”.
Le Borse europee non s’abituano alle cattive notizie e chiudono contrastate. Piazza Affari ieri ha perso lo 0,05 per cento, poco peggio di Francoforte (più 0,2) e poco meglio di Parigi (meno 0,6). L’unico listino a chiudere in terreno nettamente positivo è stato quello di Madrid (più 1,2), dopo le misure di austerity annunciate dal premier Mariano Rajoy. Le spinte al ribasso sono arrivate dalle vendite sul comparto auto, innescato dal cauto outlook diffuso da Renault, e dalle preoccupazioni per la crisi del debito, con il Fondo salva stati permanente (Esm) che rischia di entrare in funzione in ritardo, nell’attesa del pronunciamento della Corte costituzionale tedesca.
Lady Spread continua a corteggiare con grazia soltanto Berlino. Il differenziale tra Btp decennali e omologhi Bund tedeschi ha chiuso in lieve calo a 454 punti base dai 460 punti di due giorni fa. Rimane alto anche lo spread tra i decennali spagnoli e tedeschi, a 526 punti. La Bundesbank ha collocato invece titoli di debito a 10 anni per 4,153 miliardi di euro al tasso medio dell’1,31 per cento, nuovo minimo storico. Nell’asta precedente di giugno il rendimento era stato fissato all’1,51 per cento.
La concertazione fa danni, dice Monti. Per il Nobel Phelps nega anche la democrazia. “Gli esercizi di concertazione del passato hanno generato i mali contro cui lottiamo oggi, e per i quali i giovani non trovano lavoro proprio perché lo stato interveniva con il bilancio pubblico”, ha detto il presidente del Consiglio, Mario Monti, all’assemblea annuale dell’Abi. Il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, ha risposto: “Non accettiamo lezioni di democrazia da chi è stato cooptato. Credo che non sappia di cosa sta parlando”. Ma in un celebre studio sull’Italia pubblicato nel 2002, Edmund Phelps, premio Nobel per l’Economia, riconobbe come invece fosse la concertazione ad avere un carattere anti democratico: senza la “abolition of the ‘concertazione’”, sosteneva Phelps, sindacati e industriali porranno il loro veto su ogni riforma che toccherà i loro interessi, “privando i cittadini del diritto di votare per il sistema economico che ritengono migliore per loro”.
Le Borse europee non s’abituano alle cattive notizie e chiudono contrastate. Piazza Affari ieri ha perso lo 0,05 per cento, poco peggio di Francoforte (più 0,2) e poco meglio di Parigi (meno 0,6). L’unico listino a chiudere in terreno nettamente positivo è stato quello di Madrid (più 1,2), dopo le misure di austerity annunciate dal premier Mariano Rajoy. Le spinte al ribasso sono arrivate dalle vendite sul comparto auto, innescato dal cauto outlook diffuso da Renault, e dalle preoccupazioni per la crisi del debito, con il Fondo salva stati permanente (Esm) che rischia di entrare in funzione in ritardo, nell’attesa del pronunciamento della Corte costituzionale tedesca.
Lady Spread continua a corteggiare con grazia soltanto Berlino. Il differenziale tra Btp decennali e omologhi Bund tedeschi ha chiuso in lieve calo a 454 punti base dai 460 punti di due giorni fa. Rimane alto anche lo spread tra i decennali spagnoli e tedeschi, a 526 punti. La Bundesbank ha collocato invece titoli di debito a 10 anni per 4,153 miliardi di euro al tasso medio dell’1,31 per cento, nuovo minimo storico. Nell’asta precedente di giugno il rendimento era stato fissato all’1,51 per cento.
Nel grafico: DISOCCUPATI A LUNGO, NEGLI STATI UNITI. La rielezione del presidente americano, Barack Obama, dipenderà molto – dicono gli analisti – dall’andamento del tasso di disoccupazione da qui al momento del voto, in novembre. Oggi il tasso è all’8,2 per cento. Quello che si tende a dimenticare è che aumenta anche la durata media del periodo di disoccupazione. Come dimostra questo grafico di Wells Fargo, oggi un americano senza lavoro resta tale in media fino a 40 settimane. E’ il record dagli anni Ottanta.